Draghi avverte che la manovra senza crescita non può bastare

“La manovra sarà approvata entro venerdì e sarà rafforzata in tutto il quadriennio”. E’ l’esordio di Tremonti all’assemblea dell’Abi a cui ha partecipato Mario Draghi. “In discussione non c'è un solo paese – ha continuato il ministro dell’Economia – ma l'idea stessa di Europa: cos’è e dove va. La speculazione è un fattore importante, ma il fattore politico è la fiducia". Tremonti ha evidenziato che “in questa fase il problema degli spread sui Titoli di stato non riguarda solo l'Italia ma il 40 per cento dell'Eurozona".
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Ultimo aggiornamento: 01:20 | 5 AGO 20
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Tremonti ha poi invocato l’inizio di un un processo di privatizzazioni ma “che dovrà essere fatto al termine della crisi”, perché “puoi privatizzare se c'è qualcuno che compra”, ha spiegato il ministro. “Tutti i fattori di crisi sono ancora fra noi. Sono stati persi tre anni. Nulla è stato fatto di quello che andava fatto”. Nel corso del suo intervento Mario Draghi ha evidenziato la necessità di riforme strutturali: “Come per gli altri paesi dell’area dell’euro alla correzione degli squilibri di finanza pubblica si deve accompagnare un innalzamento del potenziale di crescita della nostra economia, mediante la messa in campo tempestiva di politiche strutturali incisive e credibili, con comportamenti coerenti di tutti i protagonisti della vita politica e produttiva”.
La manovra presentata dal governo, secondo Draghi “rappresenta un passo importante nel processo di risanamento dei conti pubblici. Ma potrebbe non bastare e obbligare l’esecutivo ad aumentare le tasse per raggiungere l’equilibrio dei conti nel 2014. Avendo anticipato le usuali scadenze – ha continuato il governatore della Banca d’Italia e futuro presidente Bce – occorre definire in tempi rapidissimi il contenuto delle misure volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Esistono rischi che questi provvedimenti distorcano l'impianto della correzione, opportunamente basato sostanzialmente su tagli delle uscite. Se non si incide anche su altre voci di spesa, il ricorso alla delega fiscale e assistenziale per completare la manovra 2013-2014 non potrà però evitare un aumento delle imposte”. L’intervento si è concluso con l’appello a trovare un intento comune, al di là degli interessi particolari e di fazione: “Dobbiamo riscoprire un agire per il bene di tutti”.